La Stampa estera

questo articolo é stato pubblicato da un ottimo giornale tedesco e siccome mi sembra interessante sapere come siamo descritti e raccontati all’estero, ve lo traduco qui sotto:

La commedia dell’arte romana

il successore del premier italiano Romano Prodi si chiama probabilmente Prodi – perché non ci sono altre alternative

C’é giá sicuramente un vincitore della crisi del governo italiano: Silvio Berlusconi. Difatti mercoledí appena la coalizione di centro sinistra subiva la disfatta in senato per il mandato in Afghanistan, grazie alla quale il presidente del consiglio Prodi ha consegnato le dimissioni, le azioni di Berlusconi hanno registrato un impennata alla Borsa di Milano. In tre ore il capo dell’opposizione ha guadagnato 50 milioni di euro netti. Questo succede, quando la politica e l’economia sono talmente concatenate l’una con l’altra, come in Italia. Le azioni di Berlusconi salgono vertiginosamente, quando gli avversari politici, che potrebbero ridurre il suo monopolio televisivo, devono cedere il campo. Se Prodi se ne va, é vero che l’impresa Italiana, timidamente risanata, potrebbe precipitare nell’inaudito. Eppure le societá di Berlusconi andrebbero di nuovo al meglio. Questa é una delle amare conoscenze fuori dalla crisi di governo, che probabilmente sará tanto radicale quanto corta (perché non c’é nessun’altra alternativa a Prodi). Questo lo sa anche l’opposizione, che sicuramente invocó a squarciagola le nuove elezioni, sulle quali ora non é piu cosi decisa perché appena avrebbe la speranza di una vittoria elettorale. La democrazia cristiana ha giá lasciato l’alleanza di centro destra. Rimangono ancora il partito di Berlusconi, Forza Italia, che sta soffrendo per una rapida perdita di personale, cosi come la Lega Nord, partito populista di destra, e Alleanza Nazionale. Tutti loro si spaventano di fronte ad una nuova responsabilitá di governo, eppure si erano concentrati nell’ultimo mese sulle fraternicide battaglie per la successione del 70enne Berlusconi alla guida dell’alleanza. Tornando al potere, Berlusconi potrebbe rischiare un effetto Stoiber : i piu giovani battono i piedi e non voglio curarsi dietro la sua ombra. L’altra conoscenza é un effetto dejavú: crisi di governo come questa se ne sono viste a dozzine in italia e sempre sono sembrate come un semplice atto della commedia dell’arte. Una prova di forza del piccolo partner di coalizione contro il grande, un’incorreggibile assolo individualista dalle panchine di dietro, i quali come franchi tiratori siedono in parlamento, per ottenere poco piú che di un giorno da celebritá. Secondo il motto : meglio una volta da antagonista che sempre come comparsa. Cosi funziona il “teatrino della politica” ( scritto in italiano), il teatrino dei guitti della politica. Per questo occorre anche che l’opposizione voti chiusa contro la politica estera del governo, anche se la condivide effetivamente per il contenuto. Peró i contenuti sono insignificanti quando in gioco c’é la possibilitá di un vantaggio contro l’avversario- secondo questo principio é stata fatta politica a Roma dai tempi dell’imperatore Augusto. Effetivamente Prodi voleva abbassare una volta per tutte il sipario su questo teatrino. Il fatto che non ci sia riuscito dipende anche dall’assurdo cambio della legge elettorale, che Berlusconi fece approvare poco prima della fine del suo mandato, per paura di un eccessiva vittoria del centro sinistra. Con questo sarebbe stata rafforzata la posizione dei piccoli partiti e evitata la stabilitá a lunga scadenza. Prodi deve governare con nuovi partiti, fra i quali due partiti comunisti e tali esotici raggruppamenti come l’Italia dei Valori o Unione Democratica per l’Europa. Sistematicamente uno di questi gruppi politici, i quali combattono per i loro quasi 100000 voti e per cui deve manifestare autonomamente, esce dalla coalizione politica. Con le sue dimissioni Prodi ha sicuramente aperto una prova di forza, che lui secondo ogni probabilitá vincerá anche questa volta. Spaventati dalla reale possibilitá di perdere il potere tutti gli alleati gli hanno promesso la loro fiducia, e minacciano di espellere entrambi i “disertori”(senatori comunisti), che con la loro astensione hanno provocato la crisi. Perció si andrá avanti, fino alla prossima crisi, fino al prossimo atto della commedia. Per evitare il lungo periodo, sarebbe stata proposta un urgente riforma della legge elettorale. Peró anche per questo Prodi avrebbe bisogno per una volta di una maggioranza stabile.

Die Zeit

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